14/05/2018

Per quanto riguarda la “donazione” occorre sapere che è un atto “a rischio”, che può pregiudicare la successiva rivendita dei beni donati o l’ottenimento di un mutuo per l’acquisto dal bene stesso.

La legge, infatti, tutela alcune categorie di familiari (legittimari), riservandogli, per legge, una quota di eredità (legittima) anche contro una volontà del defunto. Questi soggetti (tutelati) sono i discendenti (figli e nipoti), gli ascendenti (genitori, nonni) e il coniuge: se le donazioni, pur sempre valide ed efficaci, al momento della morte del donante dovessero risultare, dopo calcoli complicati, lesive dei diritti di un legittimario, questi potrà agire in giudizio (fare causa) per renderle inefficaci.

La tutela del legittimario, può coinvolgere anche il successivo acquirente del bene donato e la banca che gli ha concesso il mutuo. Infatti, se il donatario non ha beni rimanenti che soddisfino le pretese del legittimario, è possibile chiedere la restituzione del bene all’acquirente stesso.

È bene precisare che i legittimari non possono rinunciare al loro diritto di agire in giudizio, finché colui della cui eredità si tratta è ancora in vita, neanche prestando il loro assenso alla donazione; solo quando il donante sarà morto, potranno prestare acquiescenza alla donazione compiuta.

In considerazione della complessità dei problemi sopra riportati, è opportuno farsi consigliare da una seria e competente Agenzia Immobiliare che potrà prospettare soluzioni giuridiche che possano evitare futuri contenziosi familiari e possibili  problemi di commerciabilità dei beni donati.


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